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09.07.2006 Italia Campione del Mondo di Calcio

I FESTEGGIAMENTI


(pagina pubblicata il 25.07.2006)

Una festa senza precedenti: migliaia di persone hanno partecipato all'abbraccio dell'Italia ai Campioni del Mondo. Alle 18.36 del 10.07.2006 l'aereo che trasporta la nazionale, di ritorno dalla Germania, atterra a Pratica di Mare. Il primo a scendere dalla scaletta dell'Airbus A320 è capitan Cannavaro, che stringe tra le mani la Coppa dorata e la mostra ai tifosi. Poi la tappa a Palazzo Chigi, dove gli azzurri vengono ricevuti dal premier Prodi, che rivolto alla squadra dice: «Grazie per averci unito».

L'ARRIVO - Un'accoglienza trionfale quella riservata ai campionissimi all'aeroporto militare di Pratica di Mare e arricchita anche dalle evoluzioni delle Frecce Tricolori, che hanno dedicato una nuova figura agli azzurri, denominata «Berlino 2006». Quando si apre il portello il primo giocatore ad apparire sulla scaletta è capitan Cannavaro, con la Coppa, accanto a lui Marcello Lippi e il capo delegazione, Giancarlo Abete. Poi via via tutti gli altri. Giocatori mischiati a dirigenti, mogli e fidanzate. Buffon, giudicato il miglior portiere del Mondiale, con occhialoni da sole. Quindi Zambrotta, e poi ancora Gattuso che sfoggia un nuovo taglio di capelli alla marines. Rasato a zero è anche De Rossi. Un sorridente Del Piero è tra i primi a fermarsi a parlare con i giornalisti: «È un grande emozione, ora vogliamo festeggiare». Totti si abbraccia con il sindaco di Roma Veltroni, accompagnato dal coro-tormentone po-po-po, che diventerà per sempre l'inno della straordinaria cavalcata di Germania 2006. «Era un sogno, ma ora è una bella realtà - spiega orgoglioso Cannavaro -. Festeggiare le cento presenze con una vittoria così importante è una grande soddisfazione per me. Abbiamo visto le immagini in tv, l'Italia è impazzita, ci siamo resi conto di aver compiuto un'impresa storica». I tifosi festanti, a migliaia si sono assiepati dietro le transenne ai lati della piazzola di parcheggio dove si è fermato l'aereo proveniente da Dortmund.

PRODI ALZA LA COPPA - Il pullman con la nazionale entra successivamente nella zona del centro di Roma dirigendosi tra due ali di folla in festa verso Palazzo Chigi dove a ricevere la squadra è il premier Prodi. Il Professore accoglie gli azzurri in piazza Colonna, con lui ci sono tra gli altri i vicepremier D'Alema e Rutelli e il ministro per lo sport Melandri. Il premier va quindi incontro a Cannavaro e insieme a lui alza la Coppa al cielo. Entusiasmo indescrivibile tra i presenti: giornalisti, dipendenti, visitatori, autorità. Poi, nel cortile del palazzo, la banda dei carabinieri attacca l'inno di Mameli e i calciatori iniziano a cantare. La piccola folla presente si unisce, ne nasce un momento emozionante. «Avete ridato al calcio la dignità che merita», è un passaggio del breve discorso di Prodi, che in cambio riceve in dono dallo staff azzurro un maglia speciale con il numero 4, come i titoli vinti dal calcio italiano nella storia.

PARATA - Dopo la tappa «governativa» comincia il tour sui due bus scoperti che fanno il giro delle principali strade del centro storico di Roma. Un lungo e lentissimo torpedone. Una marcia a passo d'uomo. L'approdo è il Circo Massimo, per l'apoteosi finale. Migliaia di tricolori riempiono la storica arena della capitale. Tutto il catino in prossimità del palco, ricoperto da un tappetone azzurro, è gremito dalla folla che non risparmia il fiato per osannare la vittoria contro la Francia. Un solo grido «campioni del mondo» e l' immancabile «chi non salta della Francia è» ritma la festa nel cuore di Roma. I tifosi danno sfogo alla fantasia con divertenti striscioni, da «santi subito», o ancora «noi al Circo Massimo, voi al massimo al circo». A Zidane fischiano le orecchie.

I «PREMI» DEL QUIRINALE - Intanto anche il presidente Napolitano, che ha assistito dalla tribuna alla vittoria contro la Francia, premia gli azzurri conferendo a tutti, giocatori, allenatore e staff, onorificenze dell'Ordine al Merito della Repubblica «in segno di riconoscimento dei valori sportivi e dello spirito nazionale che hanno animato, ieri a Berlino, la vittoria italiana al Campionato mondiale di calcio». Le insegne dell'Ordine saranno consegnate in un'apposita cerimonia al Palazzo del Quirinale.

L'ARRIVO AL CIRCO MASSIMO - Un boato accoglie l'arrivo dell'autobus della nazionale al Circo massimo. Si leva un corale «Alé-oh-oh». «Eccoli, sono tutti vostri», urla al microfono Carlo Verdone. Poi Tiberio Timperi chiama uno a uno tutti gli azzurri sul palco. «Campioni del Mondo!!». Quindi, parte la canzone dei Queen «We are the champions» e mentre viene chiamato Marcello Lippi Cannavaro alza la Coppa al cielo. L'atmosfera di gioia e felicità è totale. Totti ha in testa un cappello giallorosso, ma il più scatenato è Alex Del Piero, che si toglie la camicia, resto a petto nudo e si mette a fare il frontman cantando in playback la canzone dei Queen. Subito dopo è la volta dell'inno di Mameli, cantato in coro da tutti.

IL MESSAGGIO DI NAPOLITANO - Abete, capodelegazione legge poi il messaggio del capo dello Stato Napolitano: «È stato per me un privilegio vivere con voi, a Berlino, fino all'ultimo minuto, la trepidazione e l'ansia della prova più difficile nell'incontro finale del Mondiale di Calcio. L'intera vostra partecipazione al Campionato ha portato il segno non solo della vostra straordinaria bravura e professionalità, ma della determinazione e dell'alto senso nazionale con cui avete perseguito l'obbiettivo della vittoria. Sotto la guida di Marcello Lippi vi siete battuti con forte spirito agonistico e lealtà ai valori sportivi, anche con la volontà di riscattare vicende oscure che hanno purtroppo investito il mondo del calcio italiano. Di più e di meglio non potevate fare. Ve ne sono grato, come lo sono tutti gli italiani. È con lo stesso spirito di squadra e amore per l'Italia di cui avete dato prova sui campi del Mondiale che il nostro Paese potrà affrontare le sfide che lo attendono».

FINALE «AZZURRO» - Poi sono ancora i giocatori che conquistano il microfono, Gattuso sulle note di Bella Ciao cerca di intonare un «chi non salta è un francese». Poco dopo è capitan Cannavaro a lanciare un coro da stadio per Gianluca Pessotto. «I ragazzi hanno sofferto, hanno lottato perchè nello sport non è che tutto è facile. Sono stati fantastici e doveva per forza finire così» dice Lippi al microfono. «La sensazione quando abbiamo toccato la coppa? Eravamo fuori di testa». La festa, breve dopo una lunga estenuante giornata, si chiude con la voce di celentano che canta «Azzurro» e i giocatori sul palco che ballano.

                   

              

 

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