NEL MONDO - RELIGIONE  - 3e

(pagina pubblicata in data 02.06.2005)

Giovanni Paolo II "Il Grande"
LA SUA EREDITA' 

La vita di Giovanni Paolo II è stato un esempio per tutti, sarà difficile se non impossibile dimenticarla. Possiamo cercare di imitarne alcuni aspetti rileggendo alcune delle innumerevoli frasi che il Papa ha scritto e pronunciato durante il suo lungo Pontificato.
Queste parole diventano quindi per noi come una sua eredità.

 

Su Dio Creatore

...A te, uomo che guardi compiaciuto le opere della tua mano, il frutto del tuo ingegno, Cristo dice: "Non ti dimenticare di Colui che ha dato origine a tutto! Non ti dimenticare del Creatore! Anzi di più, quanto più profondamente conosci le leggi della natura, quanto più scopri le sue ricchezze e potenzialità tanto più ti devi ricordare di lui. Non ti dimenticare del Creatore - ci dice Cristo - e rispetta la creazione! Compi il tuo lavoro usando in maniera corretta le risorse che Dio ti ha dato! Trasforma le sue ricchezze con l'aiuto della scienza e della tecnica ma non abusarne...

10 maggio 1990

 

 

Sul perdono

..."Perdono" è una parola pronunciata dalle labbra di un uomo, al quale è stato fatto del male. Anzi, essa è la parola del cuore umano. In questa parola del cuore ognuno di noi si sforza di superare la frontiera dell'inimicizia, che può separarlo dall'altro, cerca di ricostruire l'interiore spazio d'intesa, di contatto, di legame. Cristo ci ha insegnato con la parola del Vangelo, e soprattutto col proprio esempio, che questo spazio si apre non solo davanti all'altro uomo, ma in pari tempo davanti a Dio stesso. Il Padre, che è Dio di perdono e di misericordia, desidera agire proprio in questo spazio del perdono umano, desidera perdonare coloro, che sono reciprocamente capaci di perdonare, coloro che cercano di mettere in pratica quelle parole: "Rimetti a noi... come noi rimettiamo"...

21 ottobre 1981

 

Alla famiglia

...Attraverso la famiglia fluisce la storia dell'uorno, la storia della salvezza dell'umanità. Essa si trova al centro del grande combattimento tra il bene e il male, tra la vita e la morte, tra l'amore e quanto all'amore si oppone. Alla famiglia è affidato il compito di lottare prima di tutto per liberare le forze del bene, la cui fonte si trova in Cristo redentore dell'uomo. Per svolgere questa missione, la famiglia ha bisogno, oltre che di opportune iniziative sociali, civili ed ecclesiali, del sostegno del Signore. E' importante che i suoi membri imparino ad invocarlo mediante una preghiera assidua, fatta insieme, in comunione di fede e di amore...

28 dicembre 1997

 

 

Ai genitori

...Divenendo genitori, gli sposi ricevono da Dio il dono di una nuova responsabilità. Il loro amore parentale è chiamato a divenire per i figli il segno visibile dello stesso amore di Dio, "dal quale ogni paternità nei cieli e sulla terra prende nome". Nella sua realtà più profonda, l'amore è essenzialmente dono e l'amore coniugale, mentre conduce gli sposi alla reciproca "conoscenza" che li fa "una carne sola", non si esaurisce all'interno della coppia, poichè li rende capaci della massima donazione possibile, per la quale diventano cooperatori con Dio per il dono della vita ad una nuova persona umana. Così i coniugi, mentre si donano tra loro, donano al di là di se stessi la realtà del figlio, riflesso vivente del loro amore, segno permanente della unità coniugale e sintesi viva ed indissociabile del loro essere padre e madre.
Non si deve, tuttavia, dimenticare che anche quando la procreazione non è possibile, non per questo la vita coniugale perde il suo valore. La sterilità fisica infatti può essere occasione per gli sposi di altri servizi importanti alla vita della persona umana, quali ad esempio l'adozione, le varie forme di opere educative, l'aiuto ad altre famiglie, ai bambini poveri o handicappati...

28 dicembre 1997

 

Sulla sessualità

...La sessualità, mediante la quale l'uomo e la donna si donano l'uno all'altra con gli atti propri ed esclusivi degli sposi, non è affatto qualcosa di puramente biologico, ma riguarda l'intimo nucleo della persona umana come tale. Essa si realizza in modo verarnente umano solo se è parte integrale dell'amore con cui l'uomo e la donna si impegnano totalmente l'uno verso l'altra fino alla morte. La donazione fisica totale sarebbe menzogna se non fosse segno e frutto della donazione personale totale, nella quale tutta la persona, anche nella sua dimensione temporale, è presente: se la persona si riservasse qualcosa o la possibilità di decidere altrirnenti per il futuro, già per questo essa non si donerebbe totalmente...

28 dicembre 1997

Sul valore della vita

...La vita umana non può essere vista come oggetto di cui disporre arbitrariamente, ma come la realtà più sacra e intangibile che sia presente sulla scena del mondo. Non ci può essere pace quando viene meno la salvaguardia di questo fondamentale bene. Non si può invocare la pace e disprezzare la vita. Il nostro tempo conosce luminosi esempi di generositài e di dedizione al servizio della vita, ma anche il triste scenario di centinaia di milioni di uomini consegnati dalla crudeltà o dall'indifferenza ad un destino doloroso e brutale. Si tratta di una tragica spirale di morte che comprende omicidi, suicidi, aborti, eutanasia, come pure le pratiche di mutilazione, le torture fisiche e psicologiche, le forme di coercizione ingiusta, l'imprigionamento arbitrario, il ricorso tutt'altro che necessario alla pena di morte, le deportazioni, la schiavitù, la prostituzione, la compra-vendita di donne e bambini. A tale lista vanno aggiunte irresponsabili pratiche di ingegneria genetica, quali la clonazione e l'utilizzo di embrioni umani per la ricerca, a cui si vuole dare una giustificazione con un illegittimo riferimento alla libertà, al progresso della cultura, alla promozione dello sviluppo umano...

1 gennaio 2001

 

Sull'aborto

Non solo per i singoli, infatti, ma anche per gli Stati e la Comunità internazionale vale il principio morale secondo cui la vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fino dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza, l'essere umano deve vedersi riconosciuti diritti della persona, tra i quali il diritto inviolabile di ogni essere innocente alla vita. Il Concilio non ha esitato a qualificare l'aborto come "abominevole delitto". A fondamento di tale severo giudizio non v'è solo la parola della Rivelazione, ma anche quella della ragione dell'uorno. La stessa scienza oggi reca le proprie conferme circa il carattere umano dell'embrione, assicurandoci che esso, fin dal concepirnento, è un essere originale e biologicamente autonomo, dotato di una interna progettualità che si va attuando senza soluzione di continuità fino allo sviluppo maturo. Proprio per questo vale per l'embrione, non meno che per gli individui già nati, il comandamento di Dio: "Non uccidere"...

7 agosto 1994

 

 

Sull'eutanasia

...In un tale contesto si fa sempre più forte la tentazione dell'eutanasia, cioè di impadronirsi della morte, procurandola in anticipo e ponendo così fine "dolcemente" alla vita propria o altrui. In realtà, ciò che potrebbe sembrare logico e umano, visto in profondità si presenta assurdo e disumano. Siamo qui difronte a uno dei sintomi più allarmanti della "cultura di morte", che avanza soprattutto nelle società del benessere, caratterizzate da una mentalità efficientistica che fa apparire troppo oneroso e insopportabile il numero crescente delle persone anziane e debilitate. Esse vengono molto spesso isolate dalla famiglia e dalla società organizzate quasi esclusivamente sulla base di criteri di efficienza produttiva, secondo i quali una vita irrimediabilmente inabile non ha più alcun valore...

25 marzo 1995

 

Sulla manipolazione genetica

...Non spetta alla Chiesa fissare i criteri scientifici e tecnici della ricerca medica. Ma è suo dovere ricordare, in nome della sua missione e della sua tradizione secolare, i limiti entro i quali ogni ricerca intrapresa resta un bene per l'uomo, poichè la libertà deve essere sempre ordinata al bene. La Chiesa contempla in Cristo, l'uomo perfetto, il modello per eccellenza di tutti gli uomini...
... Solo la Rivelazione porta alla conoscenza integrale dell'uomo che la sapienza filosofica e le discipline scientifiche possono concepire in modo progressivo e meraviglioso, ma sempre incerto e incompleto. Ogni essere umano deve essere considerato e "rispettato come Persona dal momento del suo concepimento" formata di un corpo e di un'anima spirituale e avente un valore intrinseco... La persona umana non si definisce in base alla sua azione presente o futura, nè allo sviluppo che si può intravedere nel genoma, ma a partire dalle qualità essenziali dell'essere, dalle capacità legate alla sua stessa natura. Appena fecondato, il nuovo essere non è riducibile al suo patrimonio genetico, che costituisce la sua base biologica e che è portatore della speranza di vita del soggetto. Come diceva Tertulliano, "è già uomo colui che deve divenire un uomo"...

20 novembre 1993

 

L'educazione cristiana dei bambini

...La famiglia cristiana, in quanto "Chiesa doniestica", costituisce una scuola nativa e fondamentale per la formazione della fede: il padre e la madre ricevono dal sacramento del Matrimonio la grazia e il ministero dell'educazione cristiana nei riguardi dei figli, ai quali testimoniano e trasmettono insieme valori umani e valori religiosi. Imparando le prime parole, i figli imparano anche a lodare Dio, che sentono vicino come Padre amorevole e provvidente; imparando i primi gesti d'amore, i figli imparano anche ad aprirsi agli altri, cogliendo nel dono di sè il senso del vivere umano. La stessa vita quotidiana di una famiglia autenticamente cristiana costituisce la prima "esperienza di Chiesa", destinata a trovare conferma e sviluppo nel graduale inserimento attivo e responsabile dei figli nella più ampia comunità ecclesiale e nella società civile.
Quanto più i coniugi e i genitori cristiani cresceranno nella consapevolezza che la loro "Chiesa domestica" è partecipe della vita e della missione della Chiesa universale, tanto più i figli potranno essere formati al "senso della Chiesa" e sentiranno tutta la bellezza di dedicare le loro energie al servizio del Regno di Dio...

30 dicembre 1988

 

Sulla televisione

...La televisione può arricchire la vita familiare: può unire tra loro più strettamente i membri della famiglia e promuovere la loro solidarietà verso altre famiglie e verso la più vasta comunità umana, può accrescere in loro non solo la cultura generale, ma anche quella religiosa, permettendo ad essi di ascoltare la Parola di Dio, di rafforzare la propria identità religiosa e di nutrire la propria vita morale e spirituale.
...Può anche danneggiare la vita familiare: diffondendo valori e modelli di comportamento falsati e degradanti, mandando in onda pornografia e immagini di brutale violenza; inculcando il relativismo morale e lo scetticismo religioso; diffondendo resoconti distorti o informazioni manipolate sui fatti ed i problemi di attualità trasmettendo pubblicità profittatrice, affidata ai più bassi istinti; esaltando false visioni della vita che ostacolano l'attuazione del reciproco rispetto, della giustizia e della pace...

24 gennaio 1994

 

 

Su Internet

...La Chiesa si avvicina a questo mezzo con realismo e fiducia. Come altri strumenti di comunicazione, esso è un mezzo e non un fine in se stesso...
La caratteristica essenziale di Internet consiste nel fornire un flusso quasi infinito di informazioni, molte delle quali durano solo un attimo. In una cultura che si nutre dell'effimero, si può facilmente correre il rischio di credere che siano i fatti a contare piuttosto che i valori. Internet offre numerose nozioni, ma non insegna valori e quando questi ultimi vengono trascurati la nostra stessa umanità ne risulta sminuita e l'uomo perde facilmente di vista la sua dignità trascendente...

12 maggio 2002

 

Sulla donna

...La "civiltà dell'amore" consiste, in definitiva, in una radicale affermazione del valore della vita e del valore dell'amore. Le donne sono particolarmente qualificate e privilegiate in entrambi i casi. Riguardo alla vita esse, sebbene responsabili non da sole dell'affermazione del suo valore intrinseco, godono di una funzione unica grazie all'intima connessione che le lega al mistero della trasmissione della vita. Riguardo all'amore, poi, sanno apportare ad ogni aspetto dell'esistenza, ivi compresi i momenti decisionali di più alta responsabilità, quell'essenziale qualità del genio femminile che consiste nell'obiettività di giudizio temperata dalla capacità di comprendere a fondo le esigenze proprie di ogni relazione interpersonale...
...Con tristezza, spesso, assistiamo allo sfruttamento delle donne nei mass media invece che alla loro esaltazione...

24 gennaio 1996

 

 

Agli anziani

...Non vi lasciate sorprendere dalla tentazione della solitudine interiore. Nonostante la complessità dei vostri problemi, le forze che progressivamente si affievoliscono e malgrado le insufficienze delle organizzazioni sociali, i ritardi della legislazione ufficiale, le incomprensioni di una società egoistica, voi non siete nè dovete sentirvi ai margini della vita della Chiesa, elementi passivi di un mondo in eccesso di movimento, ma soggetti attivi di un periodo umanamente e spiritualmente fecondo dell'esistenza umana. Avete ancora una missione da compiere, un contributo da dare...

23 marzo 1984

 

Ai giovani

...Non ci sia posto nella vostra esistenza per l'egoismo nè per la pigrizia. Ora più che mai è urgente che voi siate le "sentinelle del mattino", le vedette che annunciano le luci dell'alba e la nuova primavera del Vangelo, di cui già si vedono le gemme. L'umanità ha un bisogno imperioso della testimonianza di giovani liberi e coraggiosi, che osino andare controcorrente e proclamare con forza ed entusiasmo la propria fede in Dio, Signore e Salvatore...
...In questo tempo minacciato dalla violenza, dall'odio e dalla guerra, testimoniate che Egli è il solo che possa donare la vera pace al cuore dell'uomo, alle famiglie e ai popoli della terra. Impegnatevi a ricercare e promuovere la pace, la giustizia e la fraternità. E non dimenticate la parola del Vangelo: "Beati gli operatori di pace, perchè saranno chiamati figli di Dio"...

8 marzo 2003

 

 

Sulla preghiera

...Il vero incontro con Dio, affermano alcuni, si attua nell'apertura verso il prossimo: la preghiera non sarebbe, perciò, un sottrarsi alla dissipazione del mondo per raccogliersi nel dialogo con Dio; essa si esprimerebbe piuttosto nell'impegno incondizionato di carità verso gli altri. Preghiere autentiche sarebbero perciò le opere di carità ed esse soltanto. In realtà l'essere umano, che in quanto creatura è in se stesso incompleto e indigente, si volge spontaneamente verso Colui che è la sorgente di ogni dono, per lodarlo, per supplicarlo e cercare in Lui l'appagamento della struggente nostalgia che brucia nel suo cuore. Lo aveva ben capito Sant'Agostino quando annotava:"Ci hai fatto per te, o Signore, e il nostro cuore non ha pace finchè non riposa in te"...

9 settembre 1992

 

Sulle Chiese cristiane separate

...La Chiesa cattolica sostenuta dagli insegnamenti del Concilio Vaticano II, s'è impegnata con ogni determinazione, soprattutto nel corso degli ultimi decenni, nel cammino della ricerca dell'unità fra i discepoli di Cristo. I miei immediati predecessori, a cominciare da Giovanni XXIII di venerata memoria, hanno moltiplicato gli sforzi in favore della riconciliazione ecumenica, in particolare con le Chiese Ortodosse, ravvisando in ciò una precisa esigenza derivante dal Vangelo ed una risposta alle spinte insistenti dello Spirito Santo. Sotto lo sguardo misericordioso del suo Signore, la Chiesa fa memoria del suo passato, riconosce gli errori dei suoi figli e confessa la loro mancanza di amore nei confronti dei fratelli in Cristo e, di conseguenza, chiede perdono e perdona, cercando di ristabilire la piena unità tra i cristiani...

7 maggio 2000

 

Il valore della solidarietà

...Gli ammalati, i vecchi, gli handicappati e gli infermi ci insegnano che la debolezza è una parte creativa della vita umana e che la sofferenza può essere accettata senza perdita di dignità. In assenza di queste persone fra di voi, potreste essere tentati di pensare alla salute fisica, alla forza e al potere come ai soli valori importanti da conseguire nella vita.
Ma la saggezza di Cristo e la potenza di Cristo sono visibili nella debolezza di coloro che partecipano alle sue sofferenze. Mettiamo gli ammalati e gli handicappati al centro della nostra vita. Custodiamoli e riconosciamo con gratitudine il debito che dobbiamo loro. Quando penseremo di dare loro qualcosa, finiremo per accorgerci che a essi noi siamo debitori...

28 maggio 1982

 

Sull'immigrazione

...La violenza costringe talora intere popolazioni a lasciare la terra d'origine per sfuggire a perduranti atrocità; più frequentemente sono la miseria e la carenza di prospettive di sviluppo a spingere singoli e famiglie sulla via dell'esilio per cercare mezzi di sussistenza in paesi lontani, nei quali non è facile trovare adeguata accoglienza...
Quando viene meno la prospettiva di un'integrazione armoniosa e pacifica, il ripiegamento su di sè e la tensione con l'ambiente, la dispersione e la vanificazione delle nostre energie diventano dei rischi reali, con risvolti negativi e talora drammatici...
...Per il cristiano, l'accoglienza e la solidarietà verso lo straniero non costituiscono soltanto un dovere umano di ospitalità, ma una precisa esigenza che deriva dalla stessa fedeltà all'insegnamento di Cristo...

9 novembre 1997

 

Sull'Islam

...La Chiesa guarda con stima ai Musulmani che, lo ricorda il Concilio Vaticano II, adorano l'unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini.
A questa fede in Dio, che avvicina i musulmani ai credenti delle religioni monoteistiche, si aggiunge la considerazione che la tradizione islamica conserva un grande rispetto per la memoria di Gesù, considerato un grande profeta, e per Maria, la sua Madre Vergine.
Possa tale vicinanza consentire sempre più una reciproca intesa a livello umano e spirituale... Dio è unico, e nella sua giustizia ci chiede di vivere in maniera conforme alla sua volontà santa, di sentirci fratelli gli uni degli altri, di impegnarci ad operare affinchè la pace sia garantita nei rapporti umani, ad ogni livello...
...La pace, allora, che è dono offerto da Dio nella sua bontà, è da Lui richiesta e comandata alle nostre coscienze. Egli vuole la pace tra persona e persona, tra nazione e nazione. Questo è ciò che Iddio comanda, perchè egli stesso manifesta ad ogni uomo e ad ogni donna il suo amore insieme con il suo perdono che salva...

13 aprile 1997

 

Sull'antisemitismo

...Durante il primo anno del mio Pontificato mi sono recato di nuovo ad Auschwitz, e davanti alla lapide commemorativa con iscrizione ebraica ho tentato di esprimere la forte emozione suscitata in me dal "ricordo del Popolo i cui figli e le cui figlie erano destinati allo sterminio totale". Come dissi in quell'occasione: "Questo popolo ha la sua origine da Abramo, che è padre della nostra fede, come si è espresso Paolo di Tarso..."
Non è sufficiente ricordare, poichè nel presente, purtroppo, si verificano nuove e nurnerose manifestazioni di antisemitismo, di xenofobia e di odio razziale che sono stati i semi di quegli indicibili crimini. L'umanità non può permettere che ciò accada di nuovo... Dobbiarno essere profondamente grati a tutti coloro che operano per garantire un riconoscimento più ampio e più completo del "vincolo" e del "cornune patrimonio spirituale" che esistono fra gli Ebrei e i Cristiani...

7 aprile 1994

 

 

L'affidamento a Maria

O Maria, aurora del mondo nuovo, Madre dei viventi,
affidiamo a te la causa della vita.
guarda, o Madre,
al numero sconfinato di bimbi cui viene impedito di nascere,
di poveri cui è reso difficile di vivere,
di uomini e donne vittime di disumana violenza,
di anziani e malati uccisi dall'indifferenza
o da una presunta pietà.
Fa' che quanti credono nel tuo figljo
sappiano pronunciare con franchezza e amore
agli uomini del nostro tempo il Vangelo della vita.
Ottieni loro la grazia di accoglierlo come dono sempre nuovo,
la gioia di celebrarlo con gratitudine in tutta la loro esistenza e
il coraggio di testimoniarlo con tenacia operosa,
per costruire insieme con tutti gli uomini di buona volontà,
la civiltà della verità e dell'amore,
a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.

25 marzo 1995

 

TESTAMENTO DI GIOVANNI PAOLO II
collegamento al sito del Vaticano

 

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(pagina pubblicata in data 02.06.2005)


 

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