NEL MONDO - RELIGIONE  - 1

Madre Teresa di Calcutta beata nella primavera 2003

Il 5 SETTEMBRE 1997 MORIVA LA FONDATRICE DELLE MISSIONARIE DELLA CARITA'


(pagina pubblicata il 10.09.2002)

Il postulatore della causa rivela che Madre Teresa fondò la congregazione dopo aver udito la voce di Gesù che esplicitamente le chiedeva di impegnarsi per «i più poveri dei poveri».

Le virtù eroiche e il miracolo hanno già ricevuto l’approvazione, rispettivamente da parte della Consulta teologica e della Consulta medica. Per stabilire la data della beatificazione di Madre Teresa di Calcutta ora si attende soltanto la ratifica da parte dei cardinali e vescovi della Congregazione delle cause dei santi, cui dovrà seguire la firma di Giovanni Paolo II per la convalida dei decreti. Ma, guardando il calendario di papa Wojtyla e considerando i tempi tecnici necessari per l’organizzazione di tale evento, per la cerimonia di beatificazione occorrerà attendere almeno gli inizi del prossimo anno.

Ma in ogni caso – pur se la beatificazione della fondatrice delle Missionarie della Carità non avverrà entro il 2002, come invece alcuni quotidiani avevano azzardato nelle scorse settimane – il suo processo canonico resterà ugualmente nella storia della Chiesa per l’eccezionalità della procedura adottata in questa circostanza. Le norme per i processi di canonizzazione sono infatti molto rigide, e indicano con chiarezza che devono passare almeno cinque anni dalla morte di un "servo di Dio" per poter mettere in moto il tribunale diocesano incaricato di interrogare i testimoni e di raccogliere tutti gli scritti e i documenti disponibili.

Per Madre Teresa è invece intervenuto il Papa in persona, che ha potuto conoscere a fondo quella che per tutti è già la "santa dei poveri". Con il suo autorevole avallo è stata superata qualsiasi difficoltà, tanto da concludere l’intero processo nel medesimo tempo che per qualunque altro cattolico morto "in odore di santità" sarebbe stato soltanto di attesa. Madre Teresa, al secolo Agnes Gonxha Bojaxhiu, morì infatti a Calcutta il 5 settembre 1997, a 87 anni d’età.

E così il postulatore padre Brian Kolodiejchuk – uno dei tre iniziatori dei Padri Missionari della Carità – può già guardare con soddisfazione i cinque grandi volumi rossi che sono il frutto dell’impegno suo e di un’altra dozzina di religiose e religiosi della congregazione fondata nel 1948 da Madre Teresa. Per sette mesi – da settembre 2001 allo scorso aprile, quando i testi sono stati consegnati in Vaticano – hanno lavorato a Roma in una sede delle Suore Missionarie, fianco a fianco con i poveri e i senzatetto che quotidianamente ne affollano i locali.

  • Padre Brian, in un'intervista di un anno lei diceva che sarebbero occorsi un paio d’anni per la scrittura della Positio, poi un ulteriore anno per l’esame dei teologi e altro tempo ancora per i necessari adempimenti della Congregazione. E invece siamo già in dirittura d’arrivo. Come mai tanta fretta da parte di Giovanni Paolo II? 

«Quello che la Congregazione delle cause dei santi ci ha chiesto è stato di svolgere il nostro lavoro bene e il più velocemente possibile, a motivo della grande attesa dei fedeli e della notevole rilevanza pastorale ed ecclesiale di Madre Teresa. Per quanto riguarda il Santo Padre, credo che la sua particolare attenzione sia dovuta alla grande consonanza spirituale che egli ha avuto con la nostra fondatrice, la quale nella propria missione ha vissuto e praticato molti aspetti che appaiono rilevanti anche nel magistero di Giovanni Paolo II. Tramite la sua figura, credo che egli voglia presentare al mondo intero una proposta di santità a tutto tondo, che in qualche modo si mostra come una tessera del mosaico che durante quest’anno pastorale è stato composto tramite beati e santi quali gli sposi Beltrame Quattrocchi, il religioso e confessore padre Pio da Pietrelcina, il laico messicano Juan Diego, il sacerdote e fondatore Escrivá de Balaguer. Senza dimenticare la recentissima consacrazione in Polonia del santuario della Divina Misericordia, sorto in seguito alle rivelazioni ricevute da suor Faustina Kowalska, canonizzata durante il Giubileo del 2000».

  •  Qual è l’immagine della "sua" Madre Teresa, secondo quanto è scaturito dal processo canonico?

«Una donna, una religiosa, per la quale la gioia ispirata dalla fede era l’atteggiamento essenziale della vita cristiana e di ogni aspetto che la caratterizza, dalla partecipazione ai sacramenti all’impegno diretto nella realtà sociale, dall’esperienza della sofferenza fino al dramma della povertà. In questo lavoro come postulatore ci sono state due cose che maggiormente mi hanno toccato: da un lato, lo scoprire quanto ella, pur essendo un personaggio pubblico, sempre alla ribalta, riuscisse comunque a conservare uno spazio rigoroso per la preghiera e per il proprio cammino spirituale; dall’altro, il rendermi conto di come abbia vissuto una fede realmente eroica, avendo sperimentato quella che i mistici chiamano la "notte oscura" per quasi tutta la sua vita successiva a quell’illuminazione originaria dalla quale scaturì la nostra Congregazione».

  • Ma in che cosa è consistita, realmente, questa ispirazione interiore che ella ha sempre raccontato di aver avuto improvvisamente sul treno che da Calcutta la portava alla casa di esercizi spirituali di Darjeeling? 

«La sconvolgente scoperta che abbiamo fatto leggendo le lettere da lei inviate all’allora arcivescovo di Calcutta, il gesuita Ferdinand Périer, tramite il proprio direttore spirituale padre Celeste Van Exem – e che fortunatamente quest’ultimo non distrusse, come invece costantemente gli chiedeva Madre Teresa –, è stata che ella sentì concretamente nel proprio cuore la voce di Cristo che la sollecitava, dolcemente ma con fermezza, a dar vita a una Congregazione di suore indiane, che si dedicasse con amore gratuito e di tutto cuore al servizio dei più poveri dei poveri. E nel costante confronto con l’autorità ecclesiastica, alla fine si arrese e si abbandonò totalmente alla volontà di Gesù».

  • E ora, a cinque anni dalla morte e in vista della beatificazione, come si può sintetizzare l’eredità che ha lasciato dietro di sé Madre Teresa? 

«La sua vita è stata un luminoso esempio e una grande fonte di ispirazione nell’ambito della carità in favore dei poveri, non soltanto sotto l’aspetto materiale, ma anche sotto quello spirituale. Se viene nominata Madre Teresa è quasi automatico per chiunque fare riferimento al suo impegno in ogni circostanza nella quale il mondo attraversava una difficoltà concreta, tanto che in una sit-com latinoamericana c’è un personaggio che costantemente si difende dicendo: "E chi sono io, Madre Teresa?". Lei non fu una teologa, o una pensatrice sistematica, ma da tutti i discorsi che fece scaturiscono una raffinata spiritualità e una profonda capacità di giudizio sulla società odierna, tuttora in grado di interpellare e di rendere inquiete le nostre coscienze».

117 TESTIMONI DI OGNI FEDE PER RACCONTARELE SUE VIRTÙ 

A neanche due mesi dalla morte di Madre Teresa, il 23 ottobre 1997 l’arcivescovo di Calcutta Henry D’Souza chiese alla Congregazione delle cause dei santi la dispensa dalla norma che prevede un’attesa di cinque anni per l’avvio di un processo di beatificazione e canonizzazione. Il permesso giunse il 12 dicembre 1998 e il 19 marzo successivo vennero nominati il postulatore, padre Brian Kolodiejchuk, e la vicepostulatrice, suor Lynn Mascarenhas.

Già il 26 luglio 1999, dopo i necessari adempimenti e il nihil obstat dell’episcopato del West Bengala e della Santa Sede, si poté dare avvio al processo diocesano di Calcutta, concluso il 15 agosto 2001, con l’ascolto di 75 testimoni. Nello stesso tempo si sono svolte 14 rogatorie, durante le quali sono stati interrogati altri 42 testimoni, in altrettante diocesi di tutto il mondo: Anversa, Caracas, Chicago, Detroit, Durban, Parramatta, New York, Paderborn, Roma, San Diego, St. Paul e Minneapolis, Steubenville, Washington, Westminster.

Fra i 117 testimoni ci sono, oltre a numerosi cattolici, anche cristiani di altre confessioni, indù, ebrei, zoroastriani e atei. Le loro testimonianze occupano 15 volumi, degli 80 con gli scritti e i documenti raccolti nell’intero processo canonico (cui si sono aggiunti 2 volumi di documentazione ulteriore). Con la ratifica della validità del processo e la nomina del relatore, monsignor José Luis Gutiérrez Gómez, si è avviato l’iter vaticano, con l’esame delle oltre 5.000 pagine della Positio, nella quale l’eroicità delle virtù della Madre viene mostrata attraverso lettere e testi inediti e mediante gli episodi raccontati dai testimoni.

link per collegarti ad alcuni siti di Madre Teresa di Calcutta:

Madre Teresa.net 
Gesuiti 
Madre Teresa.com 

 

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(pagina pubblicata il 10.09.2002)


 

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