NEL MONDO - POLITICA  - 3

La firma della Costituzione Europea

PER UN GIORNO L'ITALIA E' CAPITALE D'EUROPA; INFATTI IN DATA 29.10.2004 A ROMA E' STATA FIRMATA LA COSTITUZIONE EUROPEA


(pagina pubblicata il 15.11.2004)

ROMA, venerdì 29 ottobre 2004 - Comincia a Roma la cerimonia per la storica firma del trattato della Costituzione europea. I capi di stato e di governo dei Venticinque vengono ricevuti in Campidoglio, nella sala degli Orazi e Curiazi, quella dove nel 1957 nacque la prima Europa a sei Paesi. Tradizione vorrebbe che i trattati siano sottoscritti nel Paese che presiede il Consiglio nel momento in cui essi vengono concordati, in questo caso l'Irlanda. Ma la capitale italiana è stata scelta poiché la Costituzione, se ratificata da tutti i Paesi, prenderà il posto dell'originario Trattato di Roma. In ogni caso la nuova Carta entrerà in vigore a partire dal 2009, per alcuni aspetti, e dal 2014 per altri. Fino a quel momento l'Ue continuerà a funzionare come oggi, con i trattati in vigore. L'arrivo di tanti leader politici e istituzionali comporta ovviamente un eccezionale dispiegamento di forze di sicurezza: settemila gli agenti delle forze dell'ordine impegnati. Le strade del centro sono vietate alle auto e lo spazio aereo sulla città è interdetto a tutti i voli.

 

RATIFICA IN SALITA - Il testo definitivo della Costituzione è stato concordato al summit di Bruxelles a metà giugno, dopo mesi di forti contrasti e lunghe trattative. Ma dopo la FIRMA in Campidoglio, la strada non è terminata. Per entrare in vigore l'eurocostituzione necessita dell’accordo di tutti gli Stati Ue: senza le ratifiche di tutti e 25 i paesi (i 15 più i dieci nuovi membri entrati nell'Ue a maggio di quest'anno), la Carta resterà congelata in un limbo politico e giuridico. Nelle ultime settimane in alcuni Paesi è apparso concreto il rischio che dei referendum popolari boccino il nuovo trattato costituzionale. Il caso più a rischio è quello della Gran Bretagna: i sondaggi indicano che i britannici sono più contrari che a favore (circa il 46% contro il 30%), anche se il 20% è ancora incerto. Rischi anche in Danimarca, dove quasi il 50% della popolazione è indecisa e ci sono forti correnti euroscettiche, e in Polonia. Fra gli altri Stati che terranno consultazioni, i sondaggi danno gli eurofili in discreto vantaggio in Francia, Irlanda, Repubblica Ceca e Olanda. Scontato appare il sì popolare in Spagna e Portogallo. Il testo definitivo della Costituzione è stato concordato al summit di Bruxelles a metà giugno, dopo mesi di forti contrasti e lunghe trattative. Ma dopo la FIRMA in Campidoglio, la strada non è terminata. Per entrare in vigore l'eurocostituzione necessita dell’accordo di tutti gli Stati Ue: senza le ratifiche di tutti e 25 i paesi (i 15 più i dieci nuovi membri entrati nell'Ue a maggio di quest'anno), la Carta resterà congelata in un limbo politico e giuridico. Nelle ultime settimane in alcuni Paesi è apparso concreto il rischio che dei referendum popolari boccino il nuovo trattato costituzionale. Il caso più a rischio è quello della Gran Bretagna: i sondaggi indicano che i britannici sono più contrari che a favore (circa il 46% contro il 30%), anche se il 20% è ancora incerto. Rischi anche in Danimarca, dove quasi il 50% della popolazione è indecisa e ci sono forti correnti euroscettiche, e in Polonia. Fra gli altri Stati che terranno consultazioni, i sondaggi danno gli eurofili in discreto vantaggio in Francia, Irlanda, Repubblica Ceca e Olanda. Scontato appare il sì popolare in Spagna e Portogallo.

 

LA LEGA CHIEDE IL REFERENDUM - In Italia Berlusconi e Prodi hanno raggiunto un'intesa che dovrebbe consentire un’approvazione fulminea del disegno di legge di ratifica del Trattato: al termine del pranzo di gala offerto al Quirinale per i capi di Stato e di governo, il premier riunisce a Palazzo Chigi un Consiglio dei ministri straordinario per approvare il ddl. Ma a spezzare l’idillio bipartisan ci ha pensato la Lega. Fedeli al comandamento impartito da Umberto Bossi a Gemonio, i ministri del Carroccio si sdraieranno sui binari pur di non far partire il treno della ratifica. E promettono di votare contro se gli alleati della Cdl non prenderanno in considerazione l’ipotesi di indire un referendum confermativo sul Trattato. Ma la via scelta dalla Lega è doppiamente difficile. La Costituzione italiana infatti non prevede referendum per la ratifica di trattati internazionali. Per questo alla vigilia della firma della Carta europea, è partita in commissione Affari Costituzionali alla Camera l'esame di una proposta di legge di modifica costituzionale per permettere di indire il referendum. «Non si può - sottolinea Cè, capogruppo della Lega alla Camera - arrivare a una cessione così grande di sovranità senza che i cittadini possano esprimersi». Non a caso, sottolineano gli esponenti del Carroccio, in 19 paesi il referendum si farà.

 

Carlo Azeglio Ciampi con il premier turco Tayyip Erdogan, al termine della cerimonia per la firma

IL SOGNO DI CIAMPI - Carlo Azeglio Ciampi festeggia al Quirinale il giorno più bello e importante del suo Settennato con un pranzo di Stato che vede riuniti i vertici politici di tutta l'Unione Europea, e con loro quelli dei quattro Paesi che attendono di essere ammessi nella grande famiglia dei Venticinque. Il presidente iniziò la lunga marcia verso la Costituzione insieme al suo omologo tedesco Johannes Rau, nel '99 il primo in assoluto a lanciare l'idea. Non c'erano altri convinti sostenitori. Solo successivamente Fischer e Chirac si sarebbero uniti al progetto.amo vo

 

         

 

 

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(pagina pubblicata il 15.11.2004)


 

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