NEL MONDO - CULTURA - 2

Il Computer e il nostro Cervello

I  LIMITI  DELL'INTELLIGENZA  ARTIFICIALE


(pagina pubblicata il 06.09.2002)

Costruire un computer in grado di simulare pregi e difetti del nostro cervello è l'ultima frontiera di questa disciplina. Finora la gara era basata sulla perfezione. Sulla prova che un computer deve essere più intelligente di un uomo. E qui il nocciolo duro sta nello stabilire cosa si deve intendere per "intelligenza".  La risposta è sotto gli occhi dl tutti. Intelligenza non può essere nè velocità di calcolo nè memoria.
Ii computer ci batte in velocità di calcolo. Provate anche voi. Qualsiasi operazione elementare (2+2:3x7) richiede quasi un secondo. Quando uso un supercomputer la velocità è miliardi di volte più grande. Il nostro cervello ha bisogno del secondo. Il supercomputer del decimo miliardesimo di secondo. E, facendo opportuni accorgimenti, la velocità di calcolo può essere ancora più grande. Conclusione: se definiamo l'intelligenza in funzione della velocità di calcolo, il computer batte l'uomo per almeno dieci miliardi di volte.
Passiamo alla memoria; c'è chi ne ha tanta e chi poca. La memoria artificiale batte tutti. E' possibile immagazzinare enormi quantità di dati come nessun uomo al mondo riuscirebbe mai a fare. Il padre del computer, John von Neumann, era amico di un altro gigante della Scienza: il padre del Teorema del Tempo, Eugene Wigner. Von Neumann si lamentava di avere una memoria di ferro: "Potrei dire quanti cucchiai di zucchero ho messo nella macedonia di frutta che ho mangiato venti anni fa. E posso anche dire il giorno, l'ora esatta e dove". La sua memoria era letteralmente di ferro. Batteva quella di Wigner, altra memorabile memoria di ferro.

 

Le conquiste dell'intelletto

Von Neumann considerava Wigner più creativo, proprio in quanto aveva un pò meno memoria di lui. Un giorno disse: "Quando sentirete parlare di "intelligenza artificiale" ricordatevi di dire: "Von Neumann ml ha detto che esiste solo la stupidaggine artificiale. Non l'intelligenza". Infatti l'intelligenza è solo ed esclusivamente creatività.
Se von Neumann fosse con noi, sarebbe entusiasta nell'apprendere la nuova direzione in cui si sta orientando Ia ricerca sui computer detti "quantistici". L'obiettivo è cercare di capire come nasce la creatività. Essa infatti si manifesta in modi diversi nelle tre grandi conquiste dell'intelletto umano: il Linguaggio, la Logica e la Scienza. Creatività nel Linguaggio non ha bisogno nè di rigore nè di altre condizioni. Una poesia - diceva Borges - non deve dir nulla; deve essere solo stupenda. Creatività in Logica vuol dire non contraddizione. Costruire una struttura matematica che porta a un teorema e alla negazione dello stesso teorema, corrisponde all'avere fatto un buco nell'acqua. In Scienza la creatività corrisponde a scoprire un pezzo della logica che regge il mondo, dal suo più piccolo elemento ai confini del cosmo. Nessun computer riuscirà mai a scoprire una nuova verità scientifica.
Ecco perchè si sta cercando di scavare nei difetti della macchina elettromagnetica cui diamo il nome di cervello. Questa macchina dimentica tante cose. Sbaglia quando deve ricostruire eventi lontani nel tempo. Dimentica nomi come quelli che restano "sulla punta della lingua". Nomi che poi ritornano. Valuta a posteriori in modo diverso ciò che un amico ha fatto, nel bene e nel male. Meglio prima, peggio dopo, in alcuni casi. In altri, al contrario.

 

La libertà di sbagliare

La chiave della creatività potrebbe essere legata a queste "libertà" che nessun computer oggi ha. Libertà di sbagliare, ovviamente in buona fede. Non esercitando l'arte della bugia. Ma in quanto, in momenti diversi della nostra esistenza, il nostro computer di bordo ci fornisce rappresentazioni diverse della stessa realtà, da noi vissuta in prima persona. Realtà che dovrebbe essere come una ripresa cinematografica. E invece non lo è. Realtà che continuamente viene alterata dal nostro cervello, attraverso meccanismi sconosciuti. Meccanismi che però potrebbero essere legati a quella forma di intelligenza suprema che è la creatività.
Gli anni a venire ci diranno se questa nuova linea di ricerca sarà vincente per capire com'è fatta e come funziona la parte più interessante del nostro cervello. Quella che genera la creatività, permettendo così a un cervello di distinguersi da un computer.

 

SI PUO' IMPARARE ANCHE DORMENDO

Un problema che ha le sue radici sulla nostra facoltà di apprendere qualcosa di nuovo in modo subcosciente. Gli esperimenti fatti sembrano dare risultati positivi. Esempio. Si può migliorare l'apprendimento di una lingua straniera facendo ascoltare discorsi in quella lingua a un volume calibrato in modo tale da essere percepito dal sistema cerebrare, senza che gli organi della ricezione conscia siano coinvolti. Secondo gli studiosi questo aiuterebbe nel pronunciare meglio le varie parole, spesso difficili, di una lingua straniera. Il vero obiettivo di questi studi è stabilire fino a che punto gli organi in gioco nella ricezione subcosciente di segnali e di messaggi possano influire sulle scelte coscienti delta nostra struttura cerebrale

 

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(pagina pubblicata il 06.09.2002)


 

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