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L' 11 settembre 2001 mette i dentelli


(pagina pubblicata il  28.02.2006)

Ormai sono trascorsi alcuni anni ma quell'attacco all'America e alla civiltà dell'11 settembre 2001 è ancora impresso, indelebile, nelle nostre menti. E' il giorno nel quale la più sanguinosa tragedia della storia ha colpito l'America e ha cambiato il mondo. La superpotenza che "ha visto crollare di colpo, insieme al World Trade Center e al Pentagono, il mito della propria granitica sicurezza", anche se "il leggendario spirito americano si è subito rigenerato, quasi avesse trovato alimento nella polvere di Manhattan". E l'orgogliosa compattezza americana si è ancora una volta manifestata intorno alla bandiera. Stampata tra l'altro sul 34 cents United we stand, stampato in 7 miliardi circa di esemplari. Ma anche, sulla cartolina che il direttore generale delle Poste a stelle e strisce, John E. Potter, ha mandato a tutti gli americani.
L'attacco all'America ha messo in luce una categoria spesso dimenticata di persone: gli eroi. Quelli volontari, i pompieri, e quelli divenuti tali per forza: i postini. E' grazie a loro se l'unico, grande baluardo federale a essere rimasto in piedi è stato quello postale. "I nostri caduti sul fronte interno", così il presidente George W. Busch ha definito i postini morti in servizio, a causa dei veleni dell'antrace. E' stato grazie ai postini, e al senso civico degli americani, se Donna Snyder, di Rochester, ha riavuto la busta, o meglio quello che di essa resta, mandata ad un'agenzia turistica di New York e che si trovava a bordo dell'Amenican 11, esploso nell'impatto con la Torre Nord in quel terribile 11 settembre.

Oltre ad aver sfornato in tutta fretta il 34 cent United we Stand, le Poste statunitensi hanno diffuso l'immagine di New York, destinata a figurare sul 34 centesimi turistico, e dal quale sono state tempestivamente tolte le Torri Gemelle, presenti sulla prima versione che prevedeva oltretutto un nominale da 33 centesimi. In questo generale, convinto tributo postale all'America del dopo 11 settembre, si inserì Hillary Clinton che, assieme al senatore newyorchese Charles Schumer, infatti propose al Senato americano, che l'approvò, l'emissione di un francobollo speciale in omaggio ai "910 eroi" volontari e soccorritori uccisi in seguito all'attacco terroristico ai World Trade Center. Secondo il progetto fatto proprio dal Senato, il francobollo costò 45 cents, e cioè 11 più del costo di un'affrancatura regolare di prima classe mentre l'immagine è costituita da volontari del soccorso mentre scavano tra le macerie delle torri gemelle.

Mentre l'America fu in prima linea anche a livello postale, lo stesso non si poté certo dire per il resto del mondo. La solidarietà affidata ad uno o più dentelli non è mancata, anche se in misura inferiore a quanto ci si poteva legittimamente aspettare. Primo a tagliare il traguardo, con un articolato libretto, uscito esattamente un mese dopo la tragedia, l'11 ottobre 2001, nel quale sono racchiusi sei francobolli e un foglietto sono state le isole Marshall.
"No al terrorismo" è la perentoria dichiarazione che Asuncion, la capitale del Paraguay ha affidato a due dentelli, a nominali, nell'ordine, da 700 e 5.000 guarani, usciti il 19 dicembre 2001. Il primo illustrato con la Statua della Libertà e le Torri Gemelle, l' 11 settembre centrate da due aerei di linea e in seguito all'esplosione collassate su se stesse, mentre il secondo propone le bandiere dei due Paesi che spezzano la catena dell'oppressone la quale si trasforma in colombe della pace.

    

In remembrance, in ricordo dell'11 settembre 2001 a gennaio 2002, dalle isole Cayman arrivò un dentello da un dollaro con la Statua della Libertà e i vessilli dei due Paesi: Stati Uniti e le caraibiche isole Cayman, appunto. All'insegna dell'United we stand anche Tuvalu ha prodotto, il 10 gennaio 2002, un pezzo da 2 dollari.

 

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(pagina pubblicata il  28.02.2006)


 

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