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Teddy Bear: l'orsacchiotto più famoso


(pagina pubblicata il  28.02.2006)

Viene dalla Germania, e fa parte della serie di solidarietà a favore dei giovani uscita il 6 giugno 2002, una delle tante versioni dentellate di Teddy Bear, l'orsacchiotto passato attraverso i più diversi marchi di fabbrica, prodotto in serie o in unico preziosissimo esemplare. Dalla sua, il popolarissimo orsacchiotto, ha sempre avuto una buona dose di fortuna. A cominciare dal nome, ricevuto nientemeno che dall'allora presidente statunitense Theodore (Teddy) Roosevelt che, si narra, al termine di una partita di caccia, si sarebbe fatto intenerire da un giovane orso al quale, nonostante fosse stato liberato per essere abbattuto, decise di risparmiare la vita. Per questo fu subito preso di mira da frotte di vignettisti, divenendo alla fine la mascotte presidenziale. Non a caso in uno dei dentelli inseriti nel primo dei foglietti Ventesimo secolo prodotti dagli Stati Uniti è per l'appunto raffigurato l'orsacchiotto, cucito per la prima volta nel 1902 da Margarete Steiff, nativa di Giengen an der Brenz, in Germania, costretta fin dall'infanzia su una sedia a rotelle.

La fortuna dell'orsacchiotto prese le mosse nel 1903, quando Fritz Steiff, lo zio di Margarete, che l'aveva messo in bella vista nel suo stand alla Fiera di Lispia, se ne sentì chiedere tremila. Sulle prime credeva si trattasse di uno scherzo, o nella migliore delle ipotesi di una confusione linguistica, visto che il richiedente era l'addetto agli acquisti di una casa di giochi americana.
L'origine elvetica dell'orsacchiotto è rimarcata dalla cartolina postale di porto pagato, ma più ancora dal libretto autoadesivo nel quale sono riuniti, in duplice esemplare cinque diversi pezzi autoadesivi, ognuno dei quali presenta valore nominale da 90 centesimi. 

Dopo aver passato anni a visitare mercati per le più rinomate ditte di giocattoli (tra cui la Steiff), nel 1931 Csuka decise di fondare una propria azienda a Zurigo. Il marchio di fabbrica divenne un Teddy Bear con la scritta tonda Mcz, che sta appunto per Marcel Csuka Zurigo, la cui moglie contribuì all'impresa con il suo talento artistico e artigianale.
La sequenza prosegue con un orsacchiotto tedesco, contraddistinto dalla sigla PB 28, e risalente al 1904, prodotto da Steiff; seguito a ruota da un Teddy che risulta prodotto nel 2002 dallo svizzero Plusch Heunec.
In chiusura un Teddy Bear inglese, prodotto nel 1920 da J.K. Farnell.

     

Berna non si è tuttavia limitata alla pur corposa e godibilissima produzione postale, che comprende il libretto autoadesivo venduto a 9 franchi e della cartolina Hippy Birthday Teddy. Ha infatti messo in vendita a 29 franchi, l'orsetto postale alto 34 centimetri. 
Nel giorno di emissione, poi, Teddy Bear è stato festeggiato al Puppenhausmuseum, il museo delle bambole, di Basilea.

Teddy Bear è pure presente sul 38 cent d'Irlanda, che accanto alla normale edizione ha avuto anche quella autoadesiva; sul 51 cent d'Austria oltre che su quattro esemplari, tutti da 37 cent, che gli Stati Uniti hanno emesso 15.08.2002; da non dimenticare la "rossa" tedesca della ditta Steiff, nonché alcuni annulli usati nel 1952 a Giengen, Germania; nel 1990 a Ironbriodge, Gran Bretagna, e il 10 marzo 2001 a Giengen, in Germania.

 

 

 

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(pagina pubblicata il  28.02.2006)


 

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