Filatelia - Dizionario Filatelico

     Dati, immagini e didascalie della presente pagina sono tratte dal dizionario "Il francobollo e la posta dall' A alla Z" di Franco Filanci, pubblicato sullo Speciale n. 2 di Cronaca Filatelica, al quale si rimanda per una più completa esposizione.

 

V - W



VAGLIA

Da una forma arcaica equivalente a "valga...". Titolo emesso dall'Amministrazione postale per il trasferimento virtuale di somme di denaro; la cifra versata dal mittente in un ufficio e attestata da tale modulo viene pagata al destinatarlo in un altro ufficio postale contro l'esibizione e l'annullamento del modulo stesso. Il servizio ebbe inizio in periodo napoleonico con le reconnaissances, che evitavano la spedizione di denaro contante ai mllitari di stanza in territori occupati. Fino al 1903 il vaglia doveva essere spedito al destinatario a cura del mittente; in seguito l'inoltro e il recapito sono sempre stati a cura delle poste, e il modulo ha uno spazio per le comunicazioni del mittente, da allora comprese nel costo di spedizione. Pagando un diritto fisso è possibile ottenere il pagamento o il rinnovo di vaglia scaduti, il rimborso di quelli non pagati, la duplicazione di quelli smarriti e la commutazione di un vaglia in altro con diversa destinazione. Dal maggio 1924 i moduli vaglia sono su carta filigranata, con sistemi di controllo basati su una scala valori e inizialmente anche su speciali segnatasse vaglia.

 

VALE COME FRANCOBOLLO

Soprastampa privata apposta nel 1944 sulla marca da bollo da 50 c.da un commerciante di francobolli; qualche esemplare viaggiò regolarmente per posta.

 

VALEVOLE PER LE STAMPE

Soprastampa con cui nel 1890 le rimanenze degli speciali francoboili per pacchi furono trasformati in valori ordinari da 2c.

 

 

 

 

 

VALIGIA DELLE INDIE

Nome dato al collegamento postale fra la Gran Bretagna e le sue colonie in Asia e Oceania da quando nel 1834 venne utilizzato un percorso misto via mare e via terra attraverso l'Egitto e la Francia, più celere anche se più costoso di quello marittimo del Capo di Buona Speranza. La Valigia Indiana acquistò ancor più importanza grazie prima al raccordo ferroviario fra Marsiglia e Calais, poi all'apertura del Canaie di Suez e infine con la linea ferroviaria attraverso l'Italia. I notevoli interessi economici che presentava spinsero sin dall'inizio del Regno il governo italiano ad attrezzare il porto di Brindisi e a completare la strada ferrata da Susa fino alla Puglia, risultando la via di terra più celere di quella marittima; ma fu solo dal dicembre 1869 che una valigia "supplementare" iniziò a traversare ogni settimana l'Italia, con un risparmio di circa 30 ore sulla tradizionale "via di Marsiglia". Finalmente nel 1871 la "via di Brindisi" si impose definitivamente, grazie all'apertura del traforo del Frejus che consentì l'istituzione di un ambulante settimanale diretto da Brindisi a Calais, rimasto in funzione fino allo scoppio della Grande Guerra. Poichè l'inoltro delle corrispondenze con la via di Brindisi prevedeva una tariffa più elevata rispetto alla via di Marsiglia o Napoli e a quella diretta con i postali inglesi da Suez a Southampton, la dicitura Via Brindisi o Via Italy e altre simili appaiono su diverse cartoline postali emesse da Ceylon, Hong-Kong e dagli stati australiani della Nuova Galles del Sud, Oueensland e Victoria fra il 1879 e il 1889.

 

VALIDITA' POSTALE

Termine oltre il quale una carta valore non può più essere utilizzata per posta; solitamente per un certo periodo dopo la scadenza della validità è però ammessa al cambio con altre carte valori in corso. Si è provato anche a indicarla al retro dei francobolli.

 

 

 

 

 

 

VALONA

Città dell'Albania facente parte dell'Impero ottomano, in cui il 5 giugno 1908 l'Italia aprì un proprio ufficio postale, che utilizzò prima i valori in piastre emessi per tutto il Levante, poi una serie col proprio nome. Chiuso il 29 settembre 1911, allo scoppio della guerra italo-turca, fu riaperto nel febbraio 1913 e chiuse definitivamente il 31 dicembre 1922: in questo periodo usò normali carte valori italiane più i due francobolli col proprio nome. All'inizio del 1915 furono aperti uffici postali italiani anche a Valona Scalo e a Kanina, un villaggio poco distante: entrambi usarono normali valori senza soprastampa e furono chiusi nel 1919.

 

 

VALORE

Spesso usato nel senso di carta valore postale.

 

VALORE FACCIALE

Il valore indicato su una carta valore postale, per cui è utilizzabile ai fini dell'affrancatura.

 

VALORI BOLLATI

Francobolli, marche da bollo e tutti gli altri stampati di valore emessi dallo Stato.

 

VARIETA'

1. Difetto di incisione, stampa, soprastampa, gommatura o dentellatura presente in una carta valore postale. Una varietà di stampa è definita costante se compare in determinate posizioni del foglio in tutta o parte della tiratura, mentre è detta occasionale se compare solo in qualche foglio, normalmente sfuggito ai controlli. Il maggior interesse di una varietà sta, più che nella rarità, sovente non esattamente accertabile, nelle informazioni che permette di acquisire sui sistemi usati per la produzione di quelia carta valore.
2. Esemplare che presenta i predetti difetti.

 

VENETO

A seguito della disfatta di Caporetto dell'ottobre 1917 la parte orientale del Veneto fu occupata dagli austriaci, e il servizio postale civile fu sospeso; potevano circolare solo i messaggi provenienti dall'Italia a mezzo della Croce Rossa, distribuiti tramite i parroci. L'interruzione durò fino al 25 aprile 1918 quando gli austriaci istituirono Etappenpostamt, Uffici postali di tappa, a Udine, Agordo, Ampezzo, Auronzo, Casarsa della Delizia, Cividale, Codroipo, Gemona, Latisana, Longarone, Maniago, Moggio, Palmanova, Pieve di Cadore, Portogruaro, San Daniele, San Giorgio di Nogara, San Pietro al Natisone, San Vito, Spilimbergo, Tarcento e Tolmezzo. Questi uffici, che non facevano servizio di distribuzione, erano dotati delle speciali carte valori della Posta da campo austriaca, che dal 1° giugno 1918 furono munite di soprastampa in lire e centesimi, essendo stati posti in circolazione forzosa i buoni della Cassa Veneta col cambio di lira = 95 heller. L'emissione di Ortspostmarken per il recapito a domicilio rimase allo stato di tentativo.

 

 

 

 

 

VENEZIA

La Serenissima, potenza mediterranea, con un territorio che si estendeva da Bergamo all'Istria e con possedimenti in Dalmazia, nello Ionio e nell'Egeo fino a Cipro, iniziò la sua decadenza a seguito della scoperta dell'America e dell'avanzata ottomana in tutto il Mediterraneo, fino a essere occupata dai francesi nel 1796. Nel 1609 vi erano stati istituiti i Tagli delli soldi 4 per lettera o AQ e nel '700 entrarono in uso i primi bolli postali figurati al mondo, con il nome della località e il Leone di San Marco stilizzato.

 

VERBALE

Modulo usato da verificatori, brigadieri d'ispezione e sottocapi per registrare irregolarità di servizio.

 

VERGATURA

Serie di fitte linee parallele in filigrana disposte su tutta la superficie del foglio. Negli anni '60 apparve nella carta con filigrana stelle 10 tipo, involontariamente e in forma più o meno visibile.

 

 

 

 

VERGINE

Dicesi di gomma che non è mai stata sfiorata da una linguella, almeno all'apparenza visto che esistono esperti nell'arte della rigommatura. Per certi francobolli, già rari all'epoca in cui non vi erano che le linguelle per sistemarli sull'album, la presenza di gomma vergine è persino sospetta, se non proviene da fonte più che sicura.

 

VICTOR VICTORIA

Titolo di un noto film di Blake Edwards (su una cantante che per campare si traveste da uomo che canta travestito da donna) spiritosamente attribuito al maxifrancobollo non dentellato per Italia '85 - che qualcuno anche alle Poste definisce chissà perchè un foglietto - in cui appaiono re Vittorio Emanuele II e la Regina Vittoria.

 

VIGNETTA

1. Il disegno centrale di un francobollo, o anche l'intera parte stampata.
2. Etichetta adesiva senza valore di affrancatura.

 

VITTORIO EMANUELE II

(Torino 14.3.1820 - Roma 9.1.1878). Re di Sardegna dal marzo 1849 e re d'Italia dal marzo 1861, grazie soprattutto all'abilità di Camillo Cavour e malgrado le costanti divergenze con i suoi ministri, che nel 1862 portarono alle dimissioni di Ricàsoli e nel 1864 di Minghietti. Convinto della propria abilità di stratega, nel 1859 rischiò l'occupazione di Torino da parte degli austriaci, nel 1866 pretese il comando supremo contribuendo così al disastro militare che ne seguì, e nel 1870 fece pressioni per partecipare con la Francia alla guerra contro la Prussia, vinta da quest'ultima. Approfittò subito della caduta di Napoleone II, storico difensore del Papa, per occupare Roma e farne la terza capitale del Regno d'Italia, dopo Torino e Firenze, insediandovisi solennemente il 2 luglio 1871. Figlio di Carlo Alberto e di Maria Teresa di Asburgo-Lorena, sposò Maria Adelaide di Asburgo che gli diede otto figli prima di morire nel 1855: un altro lo ebbe da Rosa Vercellani Guerrieri, la bella Rosina, per anni sua amante e sposata morganaticamente nel 1869. L'effigie di Vittorio Emanuele II, prima in litografia poi in rilievo e quindi ancora in litografia, appare immutata su tutti i francobolli stampati dal Matraire per il Regno di Sardegna e in seguito d'Italia, e in tipografia sulle carte valori stampate prima a Londra dalla De La Rue e poi dall'Officina governativa di Torino.

 

VITTORIO EMANUELE III

(Napoli 11.11.1869 - Alessandria d'Egitto 28.12.1947). Terzo re d'Italia, dal luglio 1900 al maggio 1946, e anche imperatore d'Etiopia dal 1936 al 1943 e re d'Albania dal 1939 al 1943. Inizialmente favorevole alla politica riformatrice di Zanardelli e Giolitti, così come alla conquista della Libia e alla partecipazione a fianco di Francia e Gran Bretagna nella Grande Guerra, che seguì interamente dalle retrovie senza prendere il comando, nel dopoguerra assunse una posizione ambigua nei confronti dell'eversione fascista, che divenne connivenza quando di fronte alla "marcia su Roma" si rifiutò di firmare lo stato d'assedio e incaricò Mussolini di formare il nuovo governo. Il suo appoggio incondizionato al fascismo quale garante dell'ordine pubblico, che lo portò ad accettare un ruolo puramente formale e persino l'inserimento dei fasci nello stemma sabaudo, non gli consentì di contrastare l'entrata in guerra a fianco della Germania, cui era personalmente contrario. Solo il disastroso andamento della guerra e le conseguenti pressioni degli alti comandi lo convinsero a sostituire Mussolini e poi a firmare l'armistizio con gli Alleati; ma l'annuncio intempestivo e la sua fuga a Brindisi portarono a uno sbando che mise l'Italia nelle mani dei tedeschi e la condusse a una guerra civile. Ritiratosi in Egitto subito dopo la liberazione di Roma, non volle però abdicare fino al 9 maggio 1946, a neppure un mese dal Referendum istituzionale che abolì la monarchia. Nei 45 anni di regno la sua effigie è comparsa sulle carte valori postali in varie versioni, anche ad opera di artisti di vaglia come Michetti e Mezzana.

 

WATERLOW & LAYTON

Stamperia londinese che nel 1897 approntò francobolli e interi postali per il servizio postale organizzato in Marocco fra Marrakesh e Mazagane dal viceconsole italiano Morteo.

 

WYON WILLIAM

Noto medaglista inglese, autore di un'incisione dell'effigie di Vittorio Emanuele II che avrebbe dovuto apparire a rilievo sulle buste postali italiane proposte dal Perazzi nel 1863.

 

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(pagina pubblicata il 15.01.2004)


 

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