Filatelia - Dizionario Filatelico

     Dati, immagini e didascalie della presente pagina sono tratte dal dizionario "Il francobollo e la posta dall' A alla Z" di Franco Filanci, pubblicato sullo Speciale n. 2 di Cronaca Filatelica, al quale si rimanda per una più completa esposizione.

 

M



MAIL ART

Tendenza artistica nata a New York nei primi anni '60 nel filone dell'Arte concettuale, che utilizza la posta come mezzo di espressione attraverso il regolare ma creativo impiego di oggetti, francobolli e annulli postali e delle stesse norme postali.

 

MALDIRETTA

Lettera inoltrata ad un ufficio sbagliato.

 

MANCIOLI CORRADO

(Roma 26.3.1904 - 20.9.1968). Bozzettista e cartellonista, particolarmente apprezzato per la dinamicità dei suoi francobolli, specie a tema sportivo, realizzati per l'Italia e soprattutto per San Marino.

 

 

 

 

MANCOLISTA

Elenco di francobolli e altre cose mancanti in collezione, che ogni filatelista prepara per promemoria (e quasi sempre dimentica a casa o nei posti piùi impensati).

 

MARANGONI TRANQUILLO

(Pozzuolo del Friuli UD 1.4.1912 - 1992). Uno dei più interessanti e personali autori di francobolli italiani, in particolare i commemorativi di Leoncavallo (1958) e del cinquantenario della Vittoria (1968).

 

 

 

 

MARCA DA BOLLO

Carta valore emessa dallo Stato per la riscossione di tasse relative a cambiali, ricevute e altri documenti, sui quali viene applicata e annullata direttamente dagli interessati. L'uso in sostituzione di francobolli è normalmente vietato (tranne nei Paesi come la Gran Bretagna dove si usano fiscali-postali), ma non raro trovare marche da bollo usate per affrancatura, specie in periodi di guerra, su corrispondenze che in buona parte non sono state tassate. In tal caso il maggior interesse è dato dalle marche usate su lettere fuori distretto, per l'estero e su raccornandate, oppure dalle marche meno comuni e da quelle doppie usate a metà per l'intero valore indicato, ovvero in frode.

 

MARCOFILIA

Branca della filatelia che si occupa dei bolli e degli annullamenti postali, studiati, raccolti e catalogati su frammento o su documento integro alla stessa stregua dei francobolli.

 

MARIANNA

Nome popolare della ragazza rivoluzionaria che rappresenta la Repubblica francese. Nei francobolli è stata variamente interpretata da diversi artisti fra cui il multiforme Jean Cocteau, che si ispirò a un altro mito francese, Brigitte Bardot.

 

 

 

MARINA MILITARE

A seguito di Convenzione con le Poste, dal 16 agosto 1892 tutte le navi da guerra italiane in missione all'estero furono dotate di un ufficio postale, ad esclusivo uso dell'equipaggio e per necessità di servizio, dotato di propri bolli e dei normali francobolli italiani. I Commissari di bordo svolgevano la funzione di ufficiale postale e formavano dispacci diretti con il Ministero della Marina per il successivo inoltro; le tariffe in vigore erano quelle interne.

 

MASCHERINE

Nome con cui i filatelisti hanno battezzato i segnatasse provvisori italiani del 1890-91 e quelli sammarinesi del 1931, a causa del fondo di colore pieno, nero o argento, usato per mascherare la precedente cifra.

 

 

 

MASTRO DI POSTA

Titolare di una stazione di posta, nell'800 esclusivamente della posta-cavalli.

 

MEF

(Middle East Forces). Sigla impressa in soprastampa sui francobolli britannici posti in uso in Somalia dal 13 aprile 1942 al 14 gennaio 1943, in Eritrea dal 2 marzo 1942 al giugno 1948, in Libia dal giugno 1943 al giugno 1948 (Tripolitania) o al gennaio 1950 (Cirenaica) e nel Dodecanneso dal 21 maggio 1945 al 31 marzo 1947.

 

 

 

MENTONE

Cittadina francese tra Nizza e Ventimiglia, occupata dall'Italia nel giugno 1940. Dal 15 marzo 1941 vi furono introdotte le tariffe interne italiane e l'ufficio postale fu dotato di bolli italiani (anche con l'insolita dicitura ZONA OCCUPATA) e di carte valori del Regno. Fu aperto un ufficio anche a Fontano, il 16 marzo 1942.

 

MERCURIO

Divinità romana frequentemente sfruttata dalle Poste austro-ungariche come simbolo di velocità e di commercio; i filatelisti chiamano Mercurio rosso, blu o giallo i francobolli austriaci per giornali in uso tra il 1851 e il 1858.

 

MESSAGGERE

Addetto al trasponto dei plichi postali su ferrovie e battelli. Dal luglio 1887 oltre che della scorta ai dispacci fu incaricato - come "messaggere collettore" - anche della raccolta, bollatura e smistamento delle lettere prelevate nelle varie stazioni. Inizialmente dotato di complicati bolli quadrati recanti varie indicazioni mobili (localtà di prelievo della posta, data e numero del treno o della corsa) che troppo sovente "non funzionavano", dal 1893 ebbe normali bolli a date, simili a quelli degli ambulanti ma senza indicazione AMB. o NAT. Negli anni '60 usò bolli distintivi con MESS. e l'indicazione del turno e della direzione di dipendenza in luogo della linea servita.

 

MEZZANA CORRADO

(Roma 7.6.1890 - 15.9.1952). Artista romano tendente prima al decorativismo e poi a un'accademismo classicheggiante, che raggiunse i suoi massimi risultati in campo filatelico "dove la complessità culturale e compositiva, unita alla carica simbolico-allegorica, si risolve in una chiara, perfetta leggibilità nonostante la minuta cura del particolare" (Federico Zen, Storia dell'Arte Italiana, Einaudi, Torino 1981). La  sua maggior produzione fu per l'Italia e per il Vaticano; il suo ultimo francobollo apparve nel 1988, 36 anni dopo la sua morte!

 

 

 

MICHELANGIOLESCA

Serie ordinaria italiana emessa nel 1961 e illustrata con volti di profeti, sibille e atleti, oltre a Eva e Adamo, ripresi dalla volta della Cappella Sistina e con un ritratto di Michelangelo. Tuttora in corso.

 

MICHETTI FRANCESCO PAOLO

(Tocco Casauria PE 4.10.1851- Francavilla al mare CH 5.3.1929). Pittore e fotografo, esponente del verismo, amico di Gabriele D'Annunzio e come lui amante dell'effetto scenografico e del dramma esasperato e decadente. Molto apprezzato a inzio secolo, fu interpellato dalle Poste italiane per una nuova serie, su consiglio della regina Elena che suggerì anche i soggetti dei francobolli. Dai numerosi bozzetti furono tratte prove in eliotipia, un'incisione tipografica per il valore mai emesso da 1 lira, e diverse incisioni calcografiche di cui una sola adottata. Da questo bozzetto con il mare alle spalle, che si disse ispirato dal D'Annunzio, furono poi ricavati anche valori tipografici con varianti del fondo, tutti indicati dai filatelisti come "Michetti".

 

MILIZIA VOLONTARIA SICUREZZA NAZIONALE

Organizzazione paramilitare fascista creata nel gennaio 1923 istituzionalizzando le squadre d'azione; nel 1924 fu integrata nelle forze armate con compiti di polizia politica. Ebbe sei emissioni di carte valori, tutte con sovrapprezzo, di cui una composta di cartoline illustrate e postali.

 

 

 

 

 

MINIFOGLIO

Piccolo foglio di francobolli, talvolta con fregi e diciture sui margini, che per le ridotte dimensioni può stare in una pagina d'album e perciò viene anche collezionato intero dai filatelisti.

 

MINISTERO DELLE POSTE E TELEGRAFI

Istituito nel marzo 1889 unificando l'Amministrazione postale e quella dei telegrafi, in precedenza separate anche se entrambe dipendenti dal Ministero dei Lavori pubblici. In seguito fu chiamato Ministero delle Comunicazioni e infine Ministero delle Poste e Telecomunicazioni. Con l'istituzione dell'Ente Poste Italiane, dal 1° gennaio 1994 mantiene solo compiti di indirizzo e di controllo.

 

MISSIONARI

Termine con cui sono indicati i primi francobolli delle Isole Hawai, emessi nel 1850-51, usati soprattutto dai missionari e i primi dell'Uganda prodotti nel 1895 dal reverendo Ernest Millar usando la macchina da scrivere.

 

MISTA

Affrancatura composta da francobolli facenti parte di serie non solo diverse ma soprattutto non distribuite contemporaneamente, essendo una emessa in sostituzione dell'altra, oppure da valori appartenenti ad Ammimstrazioni postali o Stati diversi. C'è anche chi, pur di vendere, definisce mista qualunque affrancatura formata da francobolli non elencati dai cataloghi in una stessa serie, anche se usati regolarmente insieme per decenni come l'1 e il 2 cent. De La Rue e i valori umbertini.

 

MODENA

Città dell'Emilia, capoluogo del Ducato che, dopo la caduta di Napoleone, andò a Francesco IV d'Austria-Este ampliandosi nel 1829, alla morte di sua madre Maria Beatrice d'Este, con Massa e Carrara e nel 1844 con Guastalla. Il duca governò con metodi polizieschi e reazionari: nel 1831 fece giustiziare Ciro Menotti che pure aveva appoggiato facendo pensare a un'apertura verso il movimento liberale. Alla sua morte, nel gennaio 1846 gli succedette Francesco V, figlio suo e di Maria Beatrice di Savoia, che nel 1848 resistette a fatica ai moti liberali e nel 1859 riparò velocemente in Austria, istituendo una Reggenza che fu subito sciolta: il 20 giugno Luigi Farini fu nominato Dittatore delle Provincie modenesi, che nel gennaio 1861 entrarono a far parte delle Provincie emiliane, annesse nel marzo successivo al Regno di Sardegna. Il sistema postale, già ben organizzato nel 700, dopo la Restaurazione continuò sul modello napoleonico fino a quando, il 10 giugno 1852, Modena aderì alla Lega postale austro-italica che introduceva tariffe uniformi e l'uso dei francobolli: quelli modenesi, ispirati ai valori austriaci, furono stampati a Modena usando due sole tavole di 240 esemplari in cui il valore veniva inserito nei singoli clichè con caratteri mobili, una con punto dopo le cifre, l'altra senza. Di qui i molti errori di composizione che caratterizzano questa emissione e anche la successiva del 1859 con stemma di Savoia, per la quale tuttavia fu usata una sola e più pratica tavola di 120 esemplari.

 

MODULO VAGLIA

Intero postale su carta filigranata in uso a partire dal 10 maggio 1924 per le trasmissioni di denaro a mezzo posta; a differenza dei precedenti vaglia su cartoncino, dopo la compilazione da parte del mittente e la convalida da parte dell'ufficio, veniva inviato al destinatario a cura delle Poste.

 

MONDOLFO RENATO

(Trieste 10.2.1918 - Roma 2.2.1992). Commerciante e editore filatelico trasferitosi a Roma nel 1953, il cui nome è legato ai francobolli di Trieste e al massimo sviluppo dei cataloghi Sassone, negli anni 80.

 

 

 

 

 

MONTENEGRO

(Cerna Gora). Principato balcanico, riconosciuto dal Congresso di Berlino del 1878, da cui proveniva la moglie di Vittorio Emanuele III, Elena. Eretto a regno nel 1910, invaso dagli austro-bulgari nel 1916, venne infine incorporato nella nuova Jugoslavia anche se la dinastia dei Petrovich mantenne i suoi diritti sul paese... trasferendo la corte a Sanremo. Con l'occupazione italo-tedesca del 1941 il Montenegro - privato di Cattaro annessa all'Italia, e di Ulcinj annessa all'Albania - fu posto sotto protettorato italiano con l'idea di ricreare lo Stato d'un tempo, affidato a qualche membro di Casa Savoia. Ma a Cetinje arrivò solo un Governatore, insediato da un bando del Duce dell'ottobre 1941. Dopo un' emissione ottenuta soprastampando i valori jugoslavi, tolti di corso dal 13 giugno 1941, il 23 dello stesso mese furono introdotti la lira italiana, nuove tariffe in lire e i valori imperiali con soprastampa Cerna Gora in caratteri cirillici. Una serie originale, stampata a Roma dal Poligrafico e in parte riproducente quadri del montenegrino Pietro Pocek ispirati a opere del principe-poeta Pietro Petrovic-Niegos di cui appaiono citazioni sul lato gommato, apparve il 15 maggio 1943; doveva restare in uso soltanto sino alla fine dell'anno e invece durò oltre due anni, anche se deturpata dalle numerose soprastampe create dopo il settembre 1943 dagli occupanti tedeschi e nel 1945 dagli jugoslavi.

 

MONUMENTI DISTRUTTI

Serie ordinario-propagandistica emessa nella Repubblica Sociale Italiana a cominciare dal giugno 1944 e stampata inizialmente a Roma e poi a Novara. Deve il suo nome al fatto che, oltre al tamburino che grida all'armi e all'Italia turrita abbrancata stavolta a un fascio, vi figurano monumenti che "la rabbia nemica distrusse" (hostium rabies diruit, tanto per cambiare in latino) fra cui il Duomo di Palermo, in realtà rimasto indenne, ma era impossibile controllare! Per gli alti valori, che non fecero in tempo ad apparire, erano previste le effigi di Mazzini e Garibaldi, proposte nello stesso periodo anche per la serie Democratica del Regno.

 

MUSSOLINI BENITO

(Predappio FO 29.7.1883 - Mezzegra CO 28.4.1945). Socialista, prima antimilitarista e renitente alla leva, poi interventista nella speranza di uno sbocco rivoluzionario alla crisi causata dalla guerra, direttore dell'Avanti e poi de Il Popolo d'Italia da lui stesso fondato, nel 1919 diede vita ai Fasci di combattimento riuscendo a imporsi con un programma nazionalista e di contrapposizione al movimento operaio e sindacale, che ottenne l'appoggio di ex-combattenti, industriali, agrari e piccola borghesia. Eletto deputato nel 1921, dopo aver scatenato le squadre fasciste, con la "marcia su Roma" ottenne dal re l'incarico di formare il nuovo governo, iniziando subito l'instaurazione di un regime dittatoriale e l'imposizione, attraverso un uso spregiudicato dei mezzi di comunicazione, del suo ruolo di "Duce supremo del Paese".
Deciso a trovare per l'Italia un ruolo di primo piano sulla scena mondiale, si lanciò alla conquista di un impero coloniale che lo portò a una rottura con le potenze occidentali e a un conseguente avvicinamento a Hitler. Allo scoppio della guerra, nel 1939, inizialmente preferì la neutralità ma nel giugno 1940, di fronte ai successi hitleriani e temendo di restare escluso dalla nuova scena europea che si stava profilando, decise l'entrata in guerra, anche contro il parere del re, degli alti comandi e dello stesso governo fascista e a fronte di una prevedibile perdita dell'AOI. L'annessione di territori iugoslavi non compensò diversi suoi errori, come l'attacco alla Grecia o l'invio di un corpo di spedizione in Russia, che insieme al disastroso andamento della guerra in Africa minarono il consenso al regime, convincendo infine il re, d'accordo con diversi esponenti fascisti, a esautorarlo e metterlo agli arresti, il 25 luglio 1943. Liberato dai tedeschi dopo l'armistizio dell'8 settembre e portato in Germania, fu posto da Hitler a capo del governo-fantoccio della Repubblica Sociale Italiana fino alla disfatta, al disperato tentativo di fuga in Svizzera e alla fucilazione da parte dei partigiani.
Malgrado la sua posizione di "Duce supremo" e l'esteso uso propagandistico delle carte valori postali - con lunghe serie dedicate ai successi fascisti, al mito della romanità e al genio italico - fece rare apparizioni sui francobolli: nella serie del 1941 sulla fratellanza d'armi italo-germanica insieme a Hitler (anche nell'emissione congiunta tedesca), nel 50 cent. della serie per il decennale della Marcia su Roma ma attraverso la statua equestre preparata dal Grazioli per il Littoriale di Bologna, e scolpito in una roccia presso Adua (una mania all'americana; ci provarono anche presso la gola del Furlo!) nei valori aerei dell'AOI.

 

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(pagina pubblicata il 15.01.2004)


 

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